In breve. Le scorte alimentari di un rifugio devono essere cibi che si conservano a temperatura ambiente, si mangiano senza cottura o quasi, richiedono poca acqua e piacciono a chi dovrà mangiarli. Le autorità europee chiedono almeno 72 ore di autonomia, Svizzera e Svezia una settimana; un rifugio privato si dimensiona sui giorni stabiliti nel progetto. La regola che tiene viva la scorta è semplice: consumare e sostituire con regolarità.
Quanto tenere: i riferimenti in Europa e negli Stati Uniti
Il 26 marzo 2025 la Commissione europea ha presentato la strategia per un'Unione della preparazione, che invita i cittadini a mantenere scorte essenziali per almeno 72 ore. Alcuni Paesi chiedono di più da tempo. L'Ufficio federale svizzero per l'approvvigionamento economico raccomanda una scorta per circa una settimana e spiega perché: un'interruzione delle forniture non dovrebbe durare mesi, ma può durare diversi giorni. In Svezia l'agenzia per la difesa civile, nella pagina rivista a settembre 2026, parla di una settimana senza dover fare la spesa. Negli Stati Uniti Ready.gov, il sito della FEMA, resta più generico e indica una scorta per diversi giorni.
| Fonte | Orizzonte indicato |
|---|---|
| Commissione europea (2025) | Almeno 72 ore |
| Svizzera, approvvigionamento economico | Circa una settimana |
| Svezia, difesa civile e Krisinformation (2026) | Almeno una settimana |
| Stati Uniti, Ready.gov | Diversi giorni |
Queste indicazioni sono pensate per una casa normale. In un rifugio l'orizzonte lo decide il progetto, a partire dalla necessità reale della famiglia e non dal massimo immaginabile. Partire dalla necessità reale serve anche qui: una scorta per due settimane ben gestita è più utile di una per tre mesi dimenticata su uno scaffale.

Che cosa tenere: i criteri prima della lista
Le liste ufficiali si somigliano, ma i criteri sono più utili degli elenchi. Krisinformation, il portale pubblico svedese, ne indica cinque: alimenti che danno energia sufficiente, che cuociono in fretta, che richiedono poca acqua, che si possono mangiare anche senza cottura e che si conservano a temperatura ambiente. La Svizzera propone un elenco concreto: riso, pasta, olio, piatti pronti, sale, zucchero, caffè, tè, frutta essiccata, muesli, fette biscottate, cioccolato, latte UHT, formaggio a pasta dura, carne secca e scatolame. L'elenco svedese aggiunge legumi, creme di frutta secca, noci e semi, miele e alimenti per l'infanzia.
Ready.gov ricorda due dettagli che si dimenticano spesso: le diete speciali di chi vivrà nel rifugio, dalle allergie alle esigenze dei bambini piccoli, e un apriscatole manuale. Il secondo sembra banale finché non ci si trova davanti a venti lattine e a un apriscatole elettrico senza corrente.
L'errore tipico: dimenticare l'acqua
Riso e pasta si conservano a lungo, ma per cuocerli servono acqua e una fonte di calore. In un rifugio entrambe sono risorse contate. Una scorta costruita solo su alimenti secchi da cuocere sposta il problema sulla riserva idrica, che invece è dimensionata per bere e per l'igiene. Per questo conviene bilanciare: una parte di cibi pronti, che si mangiano dalla confezione, e una parte di alimenti da cucinare, per i giorni in cui le condizioni lo permettono.
Cucinare in un locale chiuso: quando conviene rinunciare
L'agenzia svedese suggerisce, per cucinare senza elettricità, fornelli ad alcol o da campeggio, su una superficie piana e non infiammabile, in un ambiente ben ventilato, e osserva che all'aperto è più semplice. In un rifugio sigillato il ragionamento cambia. Ogni fiamma consuma ossigeno e, se la combustione è incompleta, produce monossido di carbonio, un gas che l'Istituto superiore di sanità considera pericoloso negli ambienti chiusi. Qualsiasi apparecchio di cottura va quindi previsto dal progettista della ventilazione, non aggiunto dopo. In mancanza di questa verifica, meglio privilegiare cibi che non richiedono cottura. Il tema è trattato nella pagina su aria, ventilazione e filtrazione nei rifugi.
Conservare e ruotare: come la scorta resta utile
Il Servizio di sicurezza alimentare del dipartimento dell'Agricoltura statunitense fornisce indicazioni precise sullo scatolame. Le conserve a bassa acidità, come carne, zuppe, legumi e verdure, mantengono la qualità per due-cinque anni; quelle ad alta acidità, come pomodori, gran parte della frutta e i sottaceti, per 12-18 mesi. La temperatura ideale di conservazione è sotto i 29 °C circa; oltre i 38 °C circa il calore danneggia le conserve. Lo stesso ente sconsiglia scantinati e garage umidi e indica di eliminare le lattine gonfie, molto arrugginite o con ammaccature profonde, in particolare sulle giunture.
Per un locale interrato l'umidità è quindi un tema anche alimentare, oltre che strutturale. Un rifugio con ventilazione e controllo dell'umidità progettati bene protegge le persone e, di riflesso, anche ciò che mangeranno.
Sulle date conviene ricordare la distinzione europea. Secondo la Commissione, la dicitura «da consumarsi entro» riguarda la sicurezza, mentre «da consumarsi preferibilmente entro» riguarda la qualità. In una scorta la prima va rispettata con rigore; la seconda indica quando un prodotto comincia a perdere caratteristiche.
La Svizzera riassume la gestione in un principio: integrare la scorta nella cucina di tutti i giorni, consumando con regolarità e ricomprando. Per un rifugio separato dalla casa questo è più difficile, perché nessuno ci passa ogni giorno. Il metodo che proponiamo è pratico:
- etichettare ogni confezione con la data di acquisto e disporre davanti le più vecchie;
- fissare due controlli l'anno, a date note, in cui spostare in cucina ciò che si avvicina alla scadenza e sostituirlo;
- tenere un inventario scritto, aggiornato a ogni controllo, da conservare con i documenti del rifugio.
I surgelati contano poco in un rifugio. La Svizzera li include nella scorta di casa, ma avverte che una volta scongelati vanno consumati in fretta. L'agenzia svedese stima che un congelatore chiuso resti abbastanza freddo per un paio di giorni. L'Associated Press, dopo il blackout iberico dell'aprile 2025, ha riassunto l'ordine corretto: prima i cibi del frigorifero, poi quelli del congelatore, infine le scorte a lunga conservazione.

Il punto di vista di NetCom
Le scorte alimentari sono l'ultimo anello di una catena che inizia con la valutazione del rischio. Stabiliamo con il cliente quante persone, quanti giorni e quali esigenze particolari, poi verifichiamo che spazio, ventilazione e controllo dell'umidità, progettati da tecnici abilitati che coordiniamo, permettano di conservare davvero ciò che si prevede di tenere. La posa degli impianti è affidata ad aziende collaboratrici selezionate e seguite con i nostri protocolli.
Anche l'inventario delle scorte rientra nella riservatezza del progetto: dice quante persone il rifugio ospita e per quanto tempo. Il quadro dell'autonomia è descritto nella pagina su autonomia, energia, acqua e comunicazioni di un rifugio.
Domande frequenti
Per quanti giorni bisogna tenere scorte alimentari di emergenza?
La Commissione europea indica almeno 72 ore, Svizzera e Svezia circa una settimana. In un rifugio privato il numero di giorni si stabilisce nel progetto, partendo dalla necessità reale.
Quali cibi conservare in un rifugio?
Alimenti a lunga conservazione a temperatura ambiente, che danno energia, richiedono poca acqua e si possono mangiare anche senza cottura: scatolame, latte UHT, formaggio a pasta dura, frutta secca, cioccolato, fette biscottate, oltre a cibi adatti a bambini e diete speciali.
Ogni quanto vanno controllate le scorte?
Suggeriamo due controlli l'anno a date fisse, con etichette e inventario scritto. Le conserve a bassa acidità mantengono la qualità per due-cinque anni, quelle ad alta acidità per 12-18 mesi.
Se vuole definire l'autonomia del suo rifugio partendo dalle esigenze della famiglia, può consultare la pagina del servizio NetCom Private Bunker per bunker e rifugi privati e chiedere un colloquio riservato.
Per valutare un rifugio nella tua proprietà: Bunker e rifugi privati · Verifica preliminare del rifugio · Chi costruisce un bunker privato · Quanto costa un bunker
Fonti
- EU Preparedness Union Strategy to prevent and react to emerging threats and crises — Commissione europea, 26 marzo 2025.
- Kluger Rat – Notvorrat — Ufficio federale per l'approvvigionamento economico del Paese (UFAE/BWL), Svizzera.
- Notvorrat — Ufficio federale per l'approvvigionamento economico del Paese (UFAE/BWL), Svizzera.
- Access to food during a crisis — Swedish Civil Defence and Resilience Agency (MCF, già MSB), rivisto il 30 settembre 2026.
- Home preparedness — Krisinformation.se, Svezia, aggiornato il 27 settembre 2026.
- Food — Ready.gov, FEMA.
- Shelf-Stable Food Safety — Food Safety and Inspection Service, dipartimento dell'Agricoltura degli Stati Uniti (USDA).
- Date marking and food waste prevention — Commissione europea, DG Salute e sicurezza alimentare.
- Proteggersi dall'avvelenamento da monossido di carbonio — Istituto superiore di sanità, EpiCentro.
- Power outages across Spain and Portugal affected millions. How to prepare for a major blackout — Associated Press (ripubblicato da News4JAX), 29 aprile 2025.








