Impianti antincendio a norma UNI 9795
Progettiamo e installiamo impianti fissi automatici di rivelazione e segnalazione d'incendio secondo la UNI 9795:2021, con componenti certificati EN 54, integrati con l'impianto di allarme e con la videosorveglianza.
Rilevazione di fumo, calore e anomalie termiche
I nostri sistemi antincendio professionale rilevano e segnalano principi di incendio, fiamme libere ma anche anomalie termiche ed aumenti critici di temperatura. Il sistema individua la presenza di fumo, calore, o altri parametri fisici collegati al rischio incendio, inviando l’allarme ai dispositivi di segnalazione, alla App installata sul vostro telefono e, quando previsto il collegamento, anche a centrali operative di supervisione. Una volta ben progettato, il sistema antincendio avrà la capacità di identificare con precisione il punto o la zona in cui l’evento sarà rilevato e faciliterà un intervento tempestivo e mirato. In ambito privato ciò consente un’immediata localizzazione della criticità mentre in contesti aziendali questa funzione è particolarmente rilevante per la gestione dell’evento da parte del Responsabile Antincendio.


Integrazione con videosorveglianza
Un sistema di rilevazione incendio evoluto è integrabile con i sistemi di videosorveglianza intelligente. In molti scenari, infatti, possiamo affidare l’individuazione di fiamme, accensioni anomale o comportamenti a rischio anche a telecamere professionali con analisi video avanzata ed AI. Le nostre soluzioni permettono di estendere la capacità di rilevazione anche in ambienti aperti o complessi, come aree produttive, aree agricole, aree boschive, depositi, ampi spazi logistici, scenari nei quali i sensori tradizionali potrebbero non essere sufficienti da soli. In tali contesti, le telecamere rileveranno sia una fiamma libera sia eventi preliminari, come i comportamenti non consentiti, ad esempio l’accensione di una sigaretta in una zona in cui è vietato fumare.
E la protezione dagli allagamenti?
L'acqua fa danni diversi dal fuoco e si protegge con un impianto suo: sensori di allagamento a pavimento, sensori di temperatura contro il gelo ed elettrovalvola motorizzata che chiude la mandata dell'acqua da sola nel momento in cui un sensore rileva.
Lo installiamo sulla stessa centrale e nella stessa app dell'antincendio, così le due protezioni restano un sistema solo e non due impianti che non si parlano.


Come si dimensiona un impianto antincendio
Installiamo i nostri impianti antincendio sulla base delle caratteristiche del sito, della destinazione d’uso dell’immobile e degli obiettivi di protezione richiesti. Una volta correttamente strutturati, questi impianti rappresenteranno veri strumenti di prevenzione e non semplici dispositivi di segnalazione e saranno capaci di integrarsi in un ecosistema di sicurezza più ampio e di aumentare in modo concreto il livello di tutela di tutta la proprietà.
Alimentazione di riserva e continuità di funzionamento
Come per gli altri sistemi di sicurezza professionale, anche l'impianto antincendio viene progettato per garantire continuità, autonomia e resilienza. Per noi ciò significa alimentazione di riserva dimensionata secondo la EN 54-4, linee protette lungo percorsi che restano funzionanti mentre l'evento è in corso, supervisione continua di ogni componente e protezioni contro guasti e sabotaggi: l'impianto continua a funzionare anche in assenza di alimentazione elettrica o nel deprecato caso di interruzioni volontarie.

Manutenzione: dal 25 settembre 2026 cambia chi può farla
Un impianto di rivelazione incendio deve essere controllato e manutenuto, e di questo va tenuta traccia scritta. Non è un consiglio: è una responsabilità in capo a chi gestisce l'attività.
Dal 25 settembre 2026 i controlli e la manutenzione devono essere eseguiti da tecnici manutentori qualificati, in possesso di un attestato conseguito tramite esame davanti a una commissione dei Vigili del Fuoco. Lo stabilisce il DM 1° settembre 2021, il cosiddetto decreto controlli, nella scadenza fissata dal DM 15 luglio 2025 dopo quattro proroghe.
In concreto: dal 26 settembre 2026 il manutentore che hai usato finora potrebbe non essere più titolato a firmare quel lavoro, e la responsabilità di verificarlo è di chi gestisce l'attività, non sua.
La manutenzione periodica la eseguiamo con tecnici manutentori esterni qualificati, che coordiniamo noi. Progettiamo l'impianto perché sia manutenibile, e ti mettiamo in mano il quadro di cosa va controllato e con quale periodicità, secondo la UNI 11224.

Domande frequenti
Il mio capannone ha bisogno di un impianto di rivelazione incendio?
La necessità e le caratteristiche dell’impianto si definiscono attraverso la valutazione del rischio incendio e le prescrizioni applicabili all’attività. Lavorazioni, materiali, persone presenti e caratteristiche dell’edificio orientano la protezione richiesta. L’assoggettamento ai controlli di prevenzione incendi va considerato insieme al progetto e alle regole specifiche dell’attività. Il sopralluogo NetCom permette di raccogliere le esigenze impiantistiche e confrontarle con il progetto antincendio e con i professionisti incaricati, per individuare la soluzione coerente con il capannone e il suo utilizzo.
Che differenza c'è tra un rivelatore di fumo da casa e un impianto UNI 9795?
Un rivelatore autonomo segnala dove si trova. Un impianto UNI 9795 è progettato: divide l'edificio in zone, individua il punto dell'evento, ha una centrale certificata EN 54, alimentazione di riserva e linee protette. Il primo avvisa chi è presente, il secondo funziona anche quando non c'è nessuno.
Cosa cambia dal 25 settembre 2026 per la manutenzione antincendio?
Da quella data i controlli e la manutenzione degli impianti antincendio devono essere eseguiti da tecnici manutentori qualificati, con attestato conseguito davanti a una commissione dei Vigili del Fuoco. Lo stabilisce il DM 1° settembre 2021, nella scadenza fissata dal DM 15 luglio 2025. Chi gestisce l'attività deve accertarsi che il proprio manutentore sia qualificato.
L'impianto antincendio si può collegare all'allarme che ho già?
Nella maggior parte dei casi sì, e conviene: un'unica app, un'unica notifica e la possibilità di vedere le telecamere della zona in allarme prima di decidere cosa fare. La compatibilità con l'impianto esistente si verifica in sopralluogo.
Rilevate anche il monossido di carbonio?
Sì. Il monossido è un rischio diverso dall'incendio, inodore e invisibile, e si affronta con rivelatori dedicati: tipicamente in locali caldaia, autorimesse e ambienti con combustione.
NetCom fa anche la manutenzione degli impianti antincendio?
La manutenzione periodica viene eseguita con tecnici manutentori esterni qualificati, coordinati da NetCom. Gli impianti sono progettati per essere manutenibili nel tempo, con il quadro di cosa controllare e con quale periodicità secondo la UNI 11224.









