Sistemi antiallagamento per cantine, archivi e locali tecnici
Rilevazione delle perdite d’acqua e notifiche a distanza, con chiusura automatica della mandata quando prevista dal progetto. Il sistema può essere integrato con l’impianto antintrusione, verificando dispositivi e collegamenti.
Una perdita può restare invisibile a lungo
Una perdita può restare inosservata a lungo, soprattutto in ambienti poco frequentati: cantine, vani tecnici, archivi, locali caldaia e sottotetti. Rilevarla presto aiuta a organizzare una verifica prima che il danno si estenda.
Un manicotto della lavatrice, un raccordo del boiler, una valvola che cede o un tubo esposto al gelo: cause diverse richiedono una valutazione specifica. L’entità del danno dipende anche dalla quantità d’acqua, dai materiali coinvolti e dal tempo trascorso prima dell’intervento.
Il sistema permette di rilevare la presenza d’acqua e avvisare i referenti. Con una valvola compatibile può anche interrompere l’afflusso sul circuito controllato; l’acqua già presente e le infiltrazioni dall’esterno richiedono interventi specifici.

Dalla rilevazione alla chiusura dell’acqua
Il progetto distingue ciò che il sistema rileva, chi riceve l’avviso e quali azioni possono essere automatiche.
Un sensore può inviare una segnalazione ai referenti previsti. Perché l’avviso sia utile, si concorda chi può verificare la situazione e organizzare l’intervento.
Quando previsto, il sistema comanda una valvola motorizzata per chiudere la mandata interessata e invia l’avviso. La chiusura limita l’afflusso su quel circuito; non elimina l’acqua già fuoriuscita né ferma infiltrazioni o acqua proveniente dall’esterno.
Nelle case che restano chiuse a lungo, anche sul Lago di Garda, la chiusura automatica può essere particolarmente utile. La valutiamo insieme ai punti d’acqua, all’impianto idraulico e alla disponibilità di persone che possano intervenire sul posto.
Dove lo installiamo più spesso
Cantine e barricaie. In Valpolicella bottiglie, botti e legni richiedono attenzione alle condizioni ambientali. Perdite, infiltrazioni e umidità possono comprometterli in modi diversi: il progetto distingue rilevazione dell’acqua, controllo ambientale e misure necessarie per ciascuna causa.
Archivi e depositi documentali. Studi professionali, ambulatori e uffici custodiscono documenti che l’acqua può danneggiare seriamente. Il recupero può essere possibile con interventi specialistici, ma dipende dai materiali, dall’entità del danno e dalla tempestività: rilevare la perdita aiuta a limitarne le conseguenze.
Locali tecnici e CED. Quadri elettrici, gruppi di continuità, server e centrali possono subire danni che interrompono l’attività. Posizione dei sensori e gestione degli avvisi vanno coordinate con chi segue gli impianti e la continuità operativa.
Caveau, safe room e locali blindati. Ambienti chiusi, spesso interrati, in cui una perdita può restare invisibile per settimane — e che contengono esattamente le cose messe lì perché non si rovinassero.
Seconde case e immobili non abitati. Durante assenze prolungate, una perdita può restare inosservata. La protezione considera circuiti in pressione, locali poco frequentati e modalità di intervento dei referenti.


Come è fatto un impianto
Sensori di allagamento wireless, posizionati nei punti in cui una perdita può essere rilevata tempestivamente: sotto gli elettrodomestici, vicino al boiler, negli scarichi dei condizionatori e nei locali tecnici. I collegamenti radio possono limitare le nuove tracce; posizione, copertura e interventi necessari vengono verificati nell’immobile.
Sensori di temperatura, dove il rischio è il gelo. Possono segnalare condizioni critiche nell’ambiente monitorato e aiutare a intervenire; posizione, soglie e azioni previste vanno definite sul posto.
Valvola motorizzata sulla mandata, compatibile con l’impianto idraulico e comandata dal sistema quando prevista dal progetto. La chiusura limita l’afflusso sul circuito controllato; restano da verificare la causa della perdita e l’acqua già presente.
Centrale e app condivise con l’impianto di allarme quando dispositivi e funzioni sono compatibili. Il progetto definisce se integrare i sistemi o adottare una soluzione autonoma, mantenendo comprensibili avvisi e comandi.
Alimentazione di riserva, dimensionata per le funzioni da mantenere durante un’interruzione elettrica. Si valutano centrale, comunicazioni e dispositivi di chiusura, insieme alla loro autonomia effettiva.
Integrazione con l’impianto esistente
La rilevazione delle perdite può essere autonoma oppure integrata nell’impianto di sicurezza. La scelta considera compatibilità, supervisione, alimentazione e semplicità di gestione per chi utilizza la proprietà.
Quando compatibile, l’integrazione permette di usare la centrale e l’app già presenti, coordinando segnalazioni e funzioni di controllo. Le regole di chiusura devono rispondere al rischio idrico e alle esigenze dell’immobile, con comandi manuali e modalità di ripristino comprensibili.
Verifichiamo l’impianto presente, anche quando è stato installato da un’altra azienda. La proposta precisa compatibilità, collegamenti, interventi necessari e tempi previsti prima dell’esecuzione.
Interveniamo a Verona e provincia, in Valpolicella, sul Lago di Garda, in Veneto, Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia e Lombardia. Per i progetti più importanti operiamo in tutta Italia e, su richiesta, anche all’estero.


Domande frequenti
Il sistema antiallagamento chiude l'acqua da solo?
Se previsto dal progetto, una valvola motorizzata compatibile può chiudere la mandata controllata quando il sistema rileva acqua. La notifica e l’eventuale conferma della posizione della valvola dipendono dai dispositivi installati. La chiusura limita l’afflusso su quel circuito; resta necessario verificare la causa e gestire l’acqua già presente.
Funziona in una casa già finita, senza opere murarie?
I sensori wireless possono limitare le nuove tracce anche in un immobile già finito. Se è prevista una valvola, occorre un intervento idraulico compatibile con la mandata; eventuali collegamenti e predisposizioni vengono definiti dopo la verifica dell’impianto.
Posso proteggere una casa che resta vuota per mesi?
Sì. Per una casa vuota a lungo, il progetto può unire rilevazione delle perdite, avvisi a distanza e chiusura automatica dell’acqua tramite una valvola compatibile. La chiusura limita l’afflusso sul circuito controllato; infiltrazioni e acqua proveniente dall’esterno richiedono misure specifiche. Sensori di temperatura possono aggiungere avvisi sulle condizioni degli ambienti. Alimentazione, collegamenti e referenti disponibili completano il sistema, per rilevare un problema e avvisare chi può intervenire anche durante un’assenza prolungata.
Si collega all'impianto di allarme già installato?
È possibile quando centrale, sensori e dispositivi di comando sono compatibili con le funzioni richieste. La verifica stabilisce che cosa si può mantenere, quali integrazioni servono e come vengono gestite le segnalazioni.
Quanti sensori di allagamento servono?
Dipende dai punti d'acqua e da dove l'acqua andrebbe a finire, non dai metri quadri. In un appartamento sono pochi punti mirati; in una cantina o in un locale tecnico si ragiona sul percorso che l'acqua fa scendendo.
E se salta la corrente?
Le funzioni previste possono continuare se sono sostenute da un’alimentazione di riserva adeguata. Il progetto valuta centrale, comunicazioni e dispositivi di chiusura: autonomia, segnalazioni e comportamento durante un blackout dipendono dalla configurazione e dallo stato delle batterie.








