Casseforti per gioielli, orologi e collezioni
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Unità di custodia certificate per gioielleria personale, orologi di pregio, metalli preziosi e collezioni. La scelta parte da due domande che vengono quasi sempre saltate: quanto vale davvero ciò che va custodito, e quanto la polizza è disposta a indennizzare in funzione del grado certificato dell’unità.
Il grado certificato decide quanto puoi assicurare
La norma EN 1143-1 classifica le unità di custodia per resistenza allo scasso in gradi crescenti, misurati in unità di resistenza (RU) sulla base degli utensili impiegati e del tempo necessario per un’apertura parziale e per un’apertura totale. Le prove vengono eseguite da un laboratorio accreditato e la certificazione accompagna il prodotto.
È un dato commerciale, non solo tecnico: nella pratica assicurativa il massimale indennizzabile per i valori custoditi viene legato al grado certificato. Non al peso, non alle dimensioni, non all’aspetto. Una cassaforte pesante ma priva di certificazione, davanti a un sinistro, vale come un mobile chiuso a chiave. È la prima verifica che facciamo quando un cliente ha già un’unità installata.


Orologi, gioielli e collezioni: l’interno conta quanto l’acciaio
Una cassaforte pensata per documenti e contanti non è adatta a custodire orologi e gioielleria. Cambia l’allestimento interno: cassetti rivestiti in materiale non abrasivo, portagioie con rulli per anelli e bracciali, ripiani regolabili, illuminazione a LED che si accende all’apertura, e caricatori automatici (watch winder) per gli orologi a carica automatica, soprattutto quelli con calendario perpetuo o complicazioni che richiedono di essere reimpostate a ogni fermata.
C’è poi un problema che si scopre tardi: l’umidità. Un vano chiuso e a tenuta subisce condensa a ogni escursione termica, e la condensa danneggia cinturini in pelle, meccaniche e alcune leghe. Si risolve in fase di progetto, con deumidificazione passiva o attiva a seconda del volume e dell’ambiente in cui l’unità viene installata.
Antieffrazione e antincendio sono due certificazioni diverse
È l’equivoco più costoso di questa categoria. Il grado EN 1143-1 dice quanto l’unità resiste a un tentativo di scasso e non dice nulla sulla resistenza al fuoco. La protezione dal fuoco ha norme proprie: EN 1047-1 per gli armadi di sicurezza destinati a carta e supporti digitali, EN 15659 per le unità a protezione antincendio leggera.
Un’unità può essere certificata su entrambi i fronti, ma sono due prove distinte e due certificati distinti. Per una collezione che comprende documenti, certificati di autenticità, fotografie o supporti digitali la doppia certificazione va richiesta esplicitamente: dopo un incendio, un metallo prezioso si recupera, un certificato di garanzia no.


Dove si installa, e perché quasi mai dove si pensava
Il grado certificato vale a condizione che l’unità sia ancorata secondo le prescrizioni del costruttore: al di sotto di una certa massa l’ancoraggio a pavimento o a parete è parte della certificazione, non un accessorio, e la compagnia può chiederne prova. Ancoraggio, solaio, portata e percorso di installazione vanno verificati prima dell’acquisto, non dopo.
Il posizionamento è una scelta di progetto, non di arredamento. La camera da letto e la cabina armadio sono i primi due punti in cui si cerca. L’unità va collocata dove il tempo necessario a raggiungerla si somma a quello necessario ad aprirla, e va collegata all’impianto di allarme — contatto di apertura, rilevazione nel locale, verifica video — perché la resistenza meccanica serve a comprare i minuti in cui qualcuno si accorge di quello che sta succedendo. Vedi i sistemi di allarme di grado 3 e, per le attività commerciali, la protezione di gioiellerie e oreficerie.
Consulenza riservata e progetto
Valutiamo il valore da custodire, il massimale previsto dalla polizza, gli spazi disponibili, i vincoli strutturali e le modalità di accesso, per definire grado, allestimento interno e posizionamento. Il sopralluogo è riservato e non impegna. Scopri tutte le soluzioni NetCom Private Value.









