In breve. In un rifugio chiuso per giorni il bagno è una questione sanitaria prima che di comodità. Se lo scarico non funziona servono un WC a secco o con sacchi, materiale assorbente, disinfettante, un punto per lavarsi le mani e contenitori sigillati per i rifiuti. Il progetto deve prevedere scarichi, ventilazione, spazio e volume dei rifiuti per tutti i giorni di autonomia stabiliti.
Perché il bagno è un tema sanitario
Nella sua scheda sui servizi igienici, aggiornata a marzo 2024, l'Organizzazione mondiale della sanità ricorda che i servizi igienici inadeguati sono legati alla trasmissione di malattie diarroiche come colera e dissenteria. I contesti descritti dall'OMS sono soprattutto quelli dei Paesi a basso reddito, ma il meccanismo vale ovunque: quando gli escrementi non vengono contenuti e le mani non si lavano, le infezioni passano da una persona all'altra. In un locale di pochi metri quadrati, con le stesse persone per giorni, questo passaggio è più rapido.
I Centers for Disease Control and Prevention statunitensi, nella pagina dedicata ai servizi igienici nelle risposte alle emergenze, indicano due priorità: contenere i rifiuti ed evitare che finiscano all'aperto. Raccomandano inoltre un punto per il lavaggio delle mani accanto a ogni servizio, qualunque sia la soluzione adottata.

Come lo risolve la Svizzera
Il sistema svizzero dei rifugi tratta i servizi come parte dell'equipaggiamento obbligatorio. La pagina del Canton Svitto dedicata all'equipaggiamento dei rifugi elenca tre elementi richiesti dalla normativa federale: letti a castello a tre piani, cabine per i servizi e WC a secco. Questi ultimi sono previsti in tre taglie: una cassa per al massimo 10 persone, una per al massimo 20, tre casse per al massimo 30. Tutti i componenti devono essere omologati dall'autorità federale.
Per le emergenze umanitarie il CDC indica una soglia iniziale di una latrina ogni 50 persone, con l'obiettivo di arrivare al minimo fissato dagli standard internazionali Sphere: una ogni 20. Per una famiglia sono numeri lontani, ma il principio è lo stesso: il servizio si dimensiona sul numero di persone e sulla durata, non si improvvisa.
Quando lo scarico non funziona
Un rifugio collegato alla fognatura sembra risolvere tutto. Ma se il locale si trova più in basso del collettore, lo scarico dipende da una pompa e quindi dalla corrente; e in certi scenari l'impianto può essere fuori uso o da chiudere. Per questo serve sempre una soluzione indipendente.
La più semplice è descritta dal dipartimento della Salute della Carolina del Nord in una guida dell'ottobre 2024: un secchio da circa 19 litri, eventualmente con una seduta, rivestito con un doppio sacco. Dopo l'uso si aggiunge materiale assorbente come lettiera per gatti, torba o calce, che assorbe i liquidi e riduce gli odori. I sacchi usati si chiudono e si ripongono in un bidone dei rifiuti, lontano da bambini e animali. Ready.gov, il sito della FEMA, inserisce nel kit di base salviette umidificate, sacchi per i rifiuti e fascette proprio per l'igiene personale. Un opuscolo comunale svedese del 2024 dà un'indicazione simile: rivestire il WC con un sacco resistente e trasferirlo poi in un bidone o in un secchio con coperchio.
Un calcolo aiuta a capire i volumi. Il CDC stima, per le latrine a sacchetto usate nelle emergenze, circa un sacco a persona al giorno. Per quattro persone e quattordici giorni significa almeno 56 sacchi pieni, più l'assorbente e i contenitori per conservarli. È un volume che va previsto nella pianta del rifugio, non stipato all'ultimo in un angolo.
L'errore tipico
L'errore che si ripete è progettare un bagno «come in casa» e nient'altro. Funziona finché funzionano acqua, scarico e corrente. Il secondo errore è dimenticare l'aria: odori e umidità di un servizio igienico, in un locale sigillato, gravano sulla ventilazione, che va dimensionata anche per questo. Il tema è approfondito nella pagina su aria, ventilazione e filtrazione nei rifugi.
Igiene personale con poca acqua
Le indicazioni del CDC sull'igiene in emergenza, aggiornate ad agosto 2024, partono dalle mani: acqua e sapone per almeno 20 secondi, nei momenti chiave. Quando l'acqua manca, un gel con almeno il 60% di alcol è un sostituto accettabile, con alcuni limiti: non elimina tutti i germi, non rimuove le sostanze chimiche e funziona male su mani visibilmente sporche o unte. Per lavare i denti va usata solo acqua sicura. Le ferite vanno pulite con acqua e sapone e coperte con un cerotto impermeabile.
Il consumo d'acqua per l'igiene va messo nel conto della scorta. La scheda tecnica preparata per l'OMS nel 2013 stima per l'igiene di base tra 2 e 6 litri a persona al giorno, in aggiunta a quanto serve per bere e cucinare. Salviette, gel, prodotti per l'igiene intima e per i neonati riducono il fabbisogno d'acqua, ma vanno anch'essi stoccati in quantità sufficiente.

Rifiuti: il volume che nessuno calcola
Oltre ai rifiuti del bagno, in un rifugio si accumulano imballaggi, avanzi di cibo e materiali sanitari. I rifiuti organici, in un ambiente caldo e chiuso, producono presto cattivi odori. Contenitori a chiusura ermetica, separati per tipo, e una zona dedicata lontana dagli spazi dove si dorme e si mangia sono la base. Conviene anche ridurre i rifiuti alla fonte, scegliendo scorte con poco imballaggio e confezioni monodose.
L'esperienza ucraina mostra che cosa succede quando questi aspetti vengono trascurati. Nel giugno 2023 l'agenzia AFP ha descritto alcuni rifugi di Kiev con bagni rotti, serbatoi d'acqua arrugginiti, muri ammuffiti e residenti costretti a pulire regolarmente escrementi; c'era chi diceva che forse era meglio restare a casa. Pochi giorni prima l'Associated Press riportava che, su oltre 4.800 rifugi ispezionati in Ucraina, 252 erano chiusi a chiave e 893 inutilizzabili. Un rifugio in cui nessuno vuole entrare non protegge nessuno.
Il punto di vista di NetCom
Per NetCom servizi igienici e rifiuti fanno parte del progetto di sicurezza fin dalla prima valutazione: quante persone, quanti giorni, quali esigenze particolari, come anziani, bambini piccoli o persone con terapie. Scarichi, pompe, ventilazione e spazi li progettano tecnici abilitati, che coordiniamo perché le soluzioni siano coerenti tra loro; la posa è affidata ad aziende collaboratrici selezionate e seguite con i nostri protocolli. Anche qui il punto di partenza è la necessità reale, non la ricerca del massimo. Le altre componenti dell'autonomia sono descritte nella pagina su autonomia, energia, acqua e comunicazioni di un rifugio.
Domande frequenti
Che bagno serve in un bunker se manca l'acqua?
Un WC a secco o un secchio con doppio sacco e materiale assorbente come lettiera, torba o calce, più disinfettante e contenitori con coperchio per i sacchi usati. In Svizzera i rifugi obbligatori hanno WC a secco omologati.
Quanti sacchi servono per il bagno di emergenza?
Il CDC stima circa un sacco a persona al giorno. Per quattro persone e quattordici giorni ne servono almeno 56, più l'assorbente e lo spazio per conservarli chiusi.
Come ci si lava le mani in un rifugio con poca acqua?
Con acqua e sapone per almeno 20 secondi quando possibile; altrimenti con un gel con almeno il 60% di alcol, che però funziona male su mani visibilmente sporche e non elimina tutti i germi.
Per progettare servizi, scarichi e gestione dei rifiuti insieme al resto del rifugio, può partire dalla pagina del servizio NetCom Private Bunker per bunker e rifugi privati e chiedere un colloquio riservato.
Per valutare un rifugio nella tua proprietà: Bunker e rifugi privati · Verifica preliminare del rifugio · Chi costruisce un bunker privato · Quanto costa un bunker
Fonti
- Sanitation — Organizzazione mondiale della sanità, 22 marzo 2024.
- Potential Sanitation Solutions During an Emergency Response — Centers for Disease Control and Prevention.
- Guidelines for Personal Hygiene During an Emergency — Centers for Disease Control and Prevention, 5 agosto 2024.
- Schutzraumausrüstung — Canton Svitto, Ufficio militare, pompieri e protezione civile.
- Toilet Use During an Emergency — North Carolina Department of Health and Human Services, ottobre 2024.
- Emergency Supply List — Ready.gov, FEMA.
- In case of crisis or war (versione locale) — Comune di Linköping, Svezia, autunno 2024.
- Quelle est la quantité d'eau nécessaire en situation d'urgence ? — Organizzazione mondiale della sanità / WEDC, scheda tecnica n. 9, luglio 2013.
- 'Better stay home': Kyiv's grim bomb shelters deter residents — AFP (ripubblicato da Ahram Online), 16 giugno 2023.
- Ukraine says inspections found nearly a quarter of its air-raid shelters locked or unusable — Associated Press (ripubblicato da News4JAX), 3 giugno 2023.








