In breve. Un rifugio tiene fuori l'aria esterna in due modi diversi. La ventilazione immette aria filtrata e mantiene una leggera sovrapressione, così dalle fessure l'aria esce invece di entrare; le valvole antiscoppio, montate su ogni apertura verso l'esterno, si chiudono quando arriva l'onda d'urto di un'esplosione. Per i rifugi svizzeri fino a 200 posti la sovrapressione di riferimento è di appena 50 pascal.
Che cos'è la sovrapressione e perché bastano pochi pascal
Sovrapressione significa che l'aria dentro il rifugio è a una pressione un po' più alta di quella esterna. Ogni involucro, anche ben costruito, ha piccole perdite: passaggi di tubi, guarnizioni, giunti. Se dentro la pressione è più alta, l'aria attraverso quelle perdite va da dentro verso fuori, e l'aria non filtrata non entra.
La scheda tecnica dell'Ufficio federale svizzero della protezione della popolazione (UFPP) per le valvole, in vigore dal 2017, indica per i rifugi fino a 200 posti con filtro antigas una sovrapressione di 50 pascal, con un campo di lavoro da 50 a 250. Cinquanta pascal sono mezzo millesimo di bar: una differenza che non si avverte, ma basta a dare all'aria una direzione. Le istruzioni svizzere del 1984 lo spiegano così: contro un aggressivo chimico l'edificio non basta, proteggono il filtro e la leggera sovrapressione insieme.
Il punto debole è la tenuta. L'opuscolo UFPP sui grandi rifugi, edizione ottobre 2024, chiede di sigillare ermeticamente gli spiragli, per esempio nei passaggi delle condotte. Se l'involucro perde troppo, il ventilatore non riesce a mantenere la differenza di pressione con la portata del filtro, e la sovrapressione resta sulla carta. La pagina su aria, ventilazione e filtrazione del rifugio approfondisce questa parte del progetto.

Il percorso dell'aria
In Svizzera questi componenti sono la dotazione normale di un rifugio: Swissinfo, nel luglio 2026, ricordava che i circa 370.000 rifugi del Paese hanno porte blindate, uscite di emergenza e impianti di ventilazione con filtri antigas e valvole di sovrapressione. L'opuscolo UFPP «Il rifugio» del giugno 2023 ne elenca i componenti; seguendo il percorso dell'aria sono:
- la presa d'aria esterna;
- la valvola antiesplosione con prefiltro;
- l'apparecchio di ventilazione, elettrico oppure azionato a manovella;
- il filtro NBC, che si inserisce in caso di pericolo chimico o biologico;
- il locale protetto;
- le valvole di sovrapressione e antiesplosione all'ingresso del rifugio, da cui l'aria esce.
La valvola di sovrapressione è quella che lascia uscire l'aria a una pressione controllata. Secondo la scheda UFPP deve chiudersi se la ventilazione si interrompe: un dettaglio che conta, perché altrimenti a ventilatore fermo diventerebbe una via d'ingresso.
La valvola antiscoppio: un compito diverso
Un'esplosione genera un'onda d'urto, cioè un fronte di pressione molto rapido seguito da una fase di risucchio. L'opuscolo svizzero attribuisce alle valvole antiesplosione proprio questo compito: proteggere il rifugio da onda d'urto e risucchio. Durante il funzionamento normale restano aperte e lasciano passare l'aria; quando arriva l'onda si chiudono.
La scheda tecnica fissa requisiti precisi. Le valvole devono chiudersi già a partire da 0,2 bar e il riferimento di progetto per la protezione di base è una sovrapressione incidente di 1 bar. Devono funzionare ancora dopo almeno tre onde d'urto e resistere a 100 gradi per dieci minuti senza danni. La scheda ammette anche che una parte dell'onda passi, entro limiti misurati in prova: per una valvola con prefiltro e involucro, al massimo 0,6 bar nella protezione di base. Il resto lo devono sopportare la struttura e il volume interno, che vanno quindi progettati insieme alla valvola.
Il prefiltro montato sulla valvola ha una funzione modesta ma utile: secondo la scheda appartiene alla classe G3, deve potersi togliere senza attrezzi speciali e, nelle valvole per i rifugi fino a 200 posti, l'involucro include un recipiente per la condensa.
Che cosa si controlla, e che cosa va storto
Prima di occupare un rifugio, l'opuscolo UFPP chiede di verificare che le valvole si chiudano da sole e restino aperte senza sbattere, di svuotare il recipiente della condensa, di pulire il prefiltro e di provare la ventilazione a manovella: l'indicatore della portata d'aria deve raggiungere la tacca blu. Sono controlli semplici, ma richiedono che qualcuno li faccia e li registri.
La realtà svizzera mostra dove si inceppa il sistema. Nel dicembre 2024 Reuters ha seguito il controllo decennale obbligatorio di un rifugio sotto un condominio del Canton Vaud: il rifugio è stato giudicato non utilizzabile nello stato in cui si trovava, e il proprietario ha avuto un anno per eliminare i difetti. In Finlandia Yle, nel marzo 2022, ha riferito i timori degli ingegneri per i rifugi dei condomini più vecchi: guarnizioni trascurate che possono lasciar passare gas tossici. Una sovrapressione ben calcolata non serve se una porta non tiene.
Sul lungo periodo, la tabella UFPP della durata dei componenti, aggiornata a febbraio 2022, indica 50 anni per valvole antiesplosione e di sovrapressione dei rifugi privati. Un riferimento, non una garanzia: vale per componenti omologati, installati secondo istruzioni e controllati.

L'errore tipico: trattarla come una normale ventilazione
In un progetto privato capita di affidare l'aria del rifugio allo stesso impiantista che progetta la ventilazione meccanica della casa, con le stesse serrande e gli stessi canali. Una serranda civile non è fatta per chiudersi in pochi millisecondi sotto un'onda d'urto, né per tenere una differenza di pressione costante. I componenti svizzeri sono omologati dopo una prova di tipo dedicata, e anche così la certificazione del singolo pezzo non dimostra che il rifugio completo stia in sovrapressione: lo dimostra una prova di tenuta sull'opera finita, con il risultato messo per iscritto.
Un secondo errore è dimenticare l'interruzione di corrente. Gli apparecchi svizzeri funzionano anche a manovella, e le istruzioni del 1984 prevedono almeno 2,5 metri cubi d'aria per persona proprio per sopportare alcune ore di ventilazione ferma. Chi progetta un rifugio privato deve decidere che cosa succede quando manca energia, e la risposta ricade anche sulla parte di autonomia energetica, acqua e comunicazioni.
Il punto di vista di NetCom
NetCom parte dalla necessità reale del cliente e non dalla protezione massima disponibile. La classe delle valvole, la sovrapressione e la portata discendono dall'analisi del rischio, che viene prima della scelta dei componenti.
NetCom coordina il progetto di sicurezza e mette in contatto strutturista e progettista degli impianti, tecnici abilitati che firmano le rispettive parti. La posa è affidata ad aziende collaboratrici selezionate con protocolli NetCom. Schemi e caratteristiche dell'impianto restano riservati.
Domande frequenti
Quanta sovrapressione serve in un rifugio?
Per i rifugi svizzeri fino a 200 posti con filtro antigas la scheda tecnica UFPP indica 50 pascal, con un campo di lavoro fino a 250. In un progetto privato il valore lo fissa il progettista dell'impianto in base alla tenuta dell'involucro.
La valvola antiscoppio sostituisce il filtro NBC?
No. La valvola antiscoppio protegge dall'onda d'urto e dal risucchio di un'esplosione; il filtro pulisce l'aria da particelle e gas. Sono componenti diversi, montati sullo stesso percorso dell'aria.
Che cosa succede se manca la corrente?
Nei rifugi svizzeri il ventilatore si aziona anche a manovella e le valvole di sovrapressione si chiudono quando la ventilazione si ferma. Il volume minimo di 2,5 metri cubi per persona consente alcune ore senza ricambio d'aria.
Se sta valutando un rifugio e vuole capire quale livello di protezione dell'aria sia proporzionato al suo caso, la pagina di NetCom su bunker e rifugi privati spiega come iniziare un primo colloquio riservato.
Per valutare un rifugio nella tua proprietà: Bunker e rifugi privati · Verifica preliminare del rifugio · Chi costruisce un bunker privato · Quanto costa un bunker
Fonti
- Scheda tecnica per la fabbricazione di valvole di sovrappressione, valvole antiesplosione (ST-04) — Ufficio federale della protezione della popolazione (UFPP), 30 giugno 2016.
- Il rifugio. Informazioni sullo scopo, la struttura e l'utilizzo dei rifugi per la popolazione — UFPP, giugno 2023.
- Grandi rifugi. Informazioni sui rifugi per persone con da 200 a 800 posti — UFPP, ottobre 2024.
- Technische Weisungen für den Pflicht-Schutzraumbau (TWP 1984) — Ufficio federale della protezione civile, 1 febbraio 1984 (documento pubblicato dal Cantone di Lucerna).
- Komponenten und Ausrüstung nach TWP 1966 bzw. 1984 (Lebensdauer) — UFPP, stato 17 febbraio 2022 (documento pubblicato dal Cantone di Lucerna).
- Switzerland plans revamp of Cold War-era nuclear bunker network — Reuters, 13 dicembre 2024 (ripubblicato da Daily Maverick).
- Engineering association: Condition of civil defence shelters in older apartment buildings largely unknown — Yle, 4 marzo 2022.
- Truth or tale: Is it true Switzerland has enough bunkers for its population in case of a war? — Swissinfo, 21 luglio 2026.








