Rifugi obbligatori nei nuovi edifici in Europa: Polonia e Norvegia

Armatura di un solaio in cantiere
Armatura di un solaio in cantiere.

In breve. In Polonia i rifugi sono di nuovo un obbligo di progetto: per i progetti la cui domanda di permesso è stata presentata dopo il 31 dicembre 2025, condomini, edifici pubblici e garage sotterranei devono avere piani interrati utilizzabili come riparo d'emergenza. La Norvegia, che nel gennaio 2025 aveva annunciato un ritorno all'obbligo per i grandi edifici, nel giugno 2026 ha cambiato strada: niente obbligo generale, ma rifugi solo per alcuni edifici scelti dallo Stato e più spazio ai ripari semplici come i parcheggi interrati.

Due Paesi, una stessa domanda

Dopo il 2022 molti governi europei si sono chiesti se tornare a imporre i rifugi nelle nuove costruzioni. Polonia e Norvegia sono due casi utili da mettere a confronto perché sono partiti da una posizione simile, con reti di rifugi ferme da decenni, e sono arrivati a risposte diverse. Per chi costruisce o ristruttura una casa importante in Europa, la differenza dice molto su come cambiano le regole e sul perché conviene informarsi bene prima di progettare.

Armatura della platea di fondazione, con i passaggi per gli impianti
Armatura della platea di fondazione, con i passaggi per gli impianti.

Polonia: una legge che entra nei progetti edilizi

La legge sulla protezione della popolazione

La Polonia ha approvato a dicembre 2024 la legge sulla protezione della popolazione e sulla difesa civile, in vigore dal 1° gennaio 2025. Secondo Notes from Poland, la legge prevede ogni anno almeno lo 0,3% del PIL per la protezione civile, circa 24 miliardi di złoty in quattro anni secondo il ministro della Difesa. Il punto di partenza era modesto: un censimento governativo del 2023 contava circa 300.000 posti in veri rifugi antiaerei, in un Paese di circa 38 milioni di abitanti, a cui si aggiungevano molti più posti in ripari provvisori come stazioni della metropolitana e tunnel.

Che cosa cambia per chi costruisce

La parte che interessa progettisti e committenti è l'articolo 94. Come spiega l'analisi dello studio legale Wardyński & Partners pubblicata da In Principle nel gennaio 2025, gli edifici residenziali plurifamiliari, gli edifici pubblici e i garage sotterranei vanno progettati in modo che i piani interrati possano servire come spazi di riparo d'emergenza, anche quando non è prevista una vera struttura protettiva. Le nuove regole si applicano ai progetti per cui la domanda di permesso o la comunicazione di inizio lavori è stata presentata dopo il 31 dicembre 2025. Le autorità possono concedere contributi fino al 100% del costo aggiuntivo, ma si tratta di una possibilità, non di un diritto.

Il Warsaw Business Journal scriveva nel gennaio 2026 che la legge, formalmente in vigore dal 2025, ha iniziato a pesare sulla pratica degli investimenti solo nel 2026, con costi di costruzione destinati a salire per strutture rinforzate e ventilazione più evoluta.

Obiettivi, controlli e rifugi domestici

La legge fissa anche obiettivi di capienza. Secondo Polskie Radio nel settembre 2025, nelle città bisogna arrivare a posti per almeno metà della popolazione considerata a rischio, un quarto dei quali in strutture protettive; fuori dalle città la quota è del 25%, di cui il 15% in strutture protettive. A quella data vigili del fuoco e autorità edilizie avevano già ispezionato più di 2.000 possibili rifugi, giudicandone idonei oltre 1.000.

C'è poi una novità che riguarda direttamente i privati. Polskie Radio ha riferito nel giugno 2025 che i rifugi domestici isolati fino a 35 metri quadrati di superficie utile, a tenuta d'aria e con sistemi di filtrazione e ventilazione, non richiedono più un permesso di costruire ma una semplice comunicazione. Reuters ha aggiunto nel maggio 2026 che la Polonia ha stanziato 5,8 miliardi di złoty tra 2025 e 2026 per ricostruire i rifugi, e che il suo ultimo rifugio era stato costruito a metà degli anni Novanta.

Norvegia: dall'annuncio dell'obbligo al cambio di rotta

Gennaio 2025: si torna all'obbligo

La Norvegia aveva abolito l'obbligo di costruire rifugi nel 1998. Nel gennaio 2025, presentando un libro bianco sulla preparazione, il governo annunciò di volerlo reintrodurre per i grandi edifici. Secondo l'AFP, i rifugi esistenti potevano ospitare circa il 45% della popolazione, contro il 90% della Finlandia, l'80% della Danimarca e il 70% della Svezia. Il quotidiano tecnico Teknisk Ukeblad precisava che la proposta riguardava gli edifici oltre i 1.000 metri quadrati, con un costo stimato di circa 30.000 corone norvegesi per posto, a carico di chi avrebbe comprato appartamenti costruiti dopo il 1° gennaio 2026. Erano previsti due tipi di rifugio: uno completo, con acqua, filtrazione dell'aria e alimentazione di riserva, e uno più semplice contro le armi convenzionali.

Giugno 2026: niente obbligo generale

Il 19 giugno 2026 il governo norvegese ha messo in consultazione una nuova norma sui luoghi di riparo che va in un'altra direzione. Come si legge nel comunicato del governo, per ora non c'è un obbligo di costruzione: lo Stato individuerà alcune attività critiche e legate al territorio, che dovranno realizzare rifugi nei nuovi edifici. Altrove si punterà su ripari semplici, come i parcheggi sotterranei, citando l'esperienza ucraina, dove spesso offrono una protezione buona e rapida. I comuni più esposti dovranno pianificare la capacità di riparo, con priorità a grandi città, aree con molte infrastrutture critiche e zone vicine a installazioni militari. Secondo Teknisk Ukeblad, la ministra della Giustizia ha motivato la scelta con regole non adatte all'attuale situazione di sicurezza. La consultazione si chiude il 15 ottobre 2026: il testo finale potrebbe ancora cambiare.

Che cosa insegna il confronto

Il caso norvegese è un promemoria utile. In meno di un anno e mezzo un obbligo annunciato è diventato un sistema selettivo. La Polonia, invece, ha scelto di inserire la protezione direttamente nel progetto di ogni nuovo condominio, accettando costi più alti. Nessuna delle due strade è sbagliata in assoluto: riflettono rischi, geografie e bilanci diversi.

Per un committente privato la conseguenza pratica è una sola. Le regole cambiano, e cambiano in fretta. Chi progetta oggi un rifugio in una casa in Italia o in un altro Paese europeo deve verificare le norme in vigore al momento della domanda di permesso, non quelle annunciate sui giornali. È il tema della pagina su permessi e norme per i rifugi in Italia e in Europa.

Pianta tipo di un rifugio privato
Pianta tipo di un rifugio privato: letti, WC, ventilazione e uscita di emergenza. Schema NetCom, non in scala.

Il punto di vista di NetCom

La scelta norvegese di puntare anche su ripari semplici richiama un principio che usiamo nei progetti privati: la soluzione più completa non è sempre quella giusta. Il punto di partenza è la necessità reale. NetCom, con il servizio NetCom Private Bunker, valuta prima il rischio e solo dopo la tecnologia, coordinando tecnici abilitati per strutture e impianti e aziende di posa selezionate che lavorano con protocolli NetCom.

Le regole sul dimensionamento e sulla ventilazione cambiano da Paese a Paese, ma alcuni principi restano: tenuta all'aria, filtrazione, uscite sicure. Ne parliamo nella pagina sull'aria, la ventilazione e la filtrazione nei rifugi.

Domande frequenti

In Polonia i nuovi edifici devono avere un rifugio?

I condomini, gli edifici pubblici e i garage sotterranei devono essere progettati con piani interrati utilizzabili come riparo d'emergenza. La regola vale per i progetti con domanda di permesso, o comunicazione di inizio lavori, presentata dopo il 31 dicembre 2025.

La Norvegia ha reintrodotto l'obbligo dei rifugi?

No. L'obbligo per i grandi edifici era stato annunciato nel gennaio 2025, ma la proposta del giugno 2026 prevede rifugi solo per alcune attività critiche indicate dallo Stato. La consultazione si chiude il 15 ottobre 2026.

In Polonia serve un permesso per un rifugio in giardino?

Secondo le regole riportate da Polskie Radio nel giugno 2025, un rifugio domestico isolato fino a 35 metri quadrati di superficie utile richiede una comunicazione, non un permesso di costruire.

Se sta progettando una nuova casa o una ristrutturazione e vuole capire come inserire un rifugio nel rispetto delle norme, la pagina su bunker e rifugi privati di NetCom spiega come iniziare con un colloquio riservato.

Per valutare un rifugio nella tua proprietà: Bunker e rifugi privati · Verifica preliminare del rifugio · Chi costruisce un bunker privato · Quanto costa un bunker

Fonti

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